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“IL SEGNO OPPOSTO”

6 Marzo 2022

l’arte femminile ed il femminile nell’arte

Dal 6 al 20 marzo Villa Pisani ospiterà “Il segno opposto”- l’arte femminile ed il femminile nell’arte – mostra di pittura di Selene Bozzato che, attraverso le sue opere, ci avvicina alle storie di alcune famose artiste, tra cui Jeanne Heboutern, Dora Maar, Camille Claudel, Niki de Saint Phalle.

L’inaugurazione sarà domenica 6 marzo alle ore 16.00 con la presenza dell’artista e visita guidata.

La mostra è realizzata in collaborazione col Comune di Monselice e l’Assessorato alla Cultura.

L’ingresso è gratuito ed è aperta con i seguenti orari:

Lunedì – Martedì – Giovedì: dalle 9.00 alle 14.00

Mercoledì e Venerdì: dalle 9.00 alle 17.00

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“Raccontare la storia delle donne attraverso l’arte declinata in tutte le sue espressioni: dal teatro alla poesia arrivando alla pittura, un percorso che si snoda attraverso lo sguardo interiore di una donna che conosce la sofferenza muta e buia della solitudine che finalmente trova espressione nel gesto del tracciare il segno, modellare il colore.
Selene Bozzato ama coniugare la pittura con il teatro e la scrittura; autrice di un libro sul disagio psicologico, da cui ha tratto uno spettacolo teatrale La luna nel bosco, è co-fondatrice dell’associazione Punto e virgola – Lo scrigno. Un bilancio del suo lavoro dopo un impegno che dura ormai da quasi vent’anni, è l’occasione di questa mostra nelle belle sale affrescate di villa Pisani, dal titolo “Il segno opposto”, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monselice.

Ventisette lavori a carboncino, olii su tela e tecniche miste che hanno come protagonista la donna. Donne nell’arte e Arte delle donne, ovvero le figure femminili che sono protagoniste silenziose e spesso troppo appartate dell’arte tutta al maschile, come “cosa da uomini”. Ripercorrere le biografie e la storia artistica di alcune di loro è un omaggio a grandi personaggi femminili e al contempo una raffinata lettura interpretativa della loro storia personale e della sorte che hanno condiviso. Un’istantanea empatia si stabilisce tra noi e loro, che parliamo lo stesso linguaggio di segni muti quanto inequivocabili, sperdute come siamo tutte nei meandri di un vivere separato e frammentario, immutabile nella stessa solitudine.
A guardarle così, uno dietro l’altra queste opere parlano di malinconia, di ferite dell’anima ma anche di rinascita e soprattutto riscatto”.   

Emanuela Mazzotta Biondani

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Data:
6 Marzo 2022